Lotta alla processionaria

Genova – Il mese di ottobre è particolarmente “delicato” per la lotta alla processionaria che divora le conifere e rappresenta un pericolo importante per bambini e animali in primavera.
In questa stagione, infatti, le piccole larve del pericoloso insetto divorano la chioma degli alberi dove sono nate e sono particolarmente vulnerabili alle cure endoterapiche che possono eliminarle completamente dalla pianta ospite.

“Le larve sono già presenti anche se molto piccole – spiega Marco Corzetto, tecnico esperto del verde e docente dell’Istituto Agrario “Marsano” – Le farfalle hanno deposto le uova in estate e i nuovi nati sono voraci anche se molto piccoli. E’ questo il momento giusto per “colpire” ed eliminare completamente il problema”.

La presenza delle processionare diventa “evidente” in primavera quando le larve, ormai cresciute e lunghe qualche centimetro, iniziano le loro migrazioni scendendo dall’albero ospite per trasferirsi in un altro. La loro presenza è tradita anche dai grossi nidi bianchi formati con lunghi fili setosi emessi dalle larve.
E’ in quella fase che le processionarie creano più problemi perché, scendendo dagli alberi, rappresentano un pericolo per bambini e animali. Le larve sono infatti ricoperte di una peluria fortemente urticante che può provocare forti reazioni allergiche.

Negli animali, poi, possono provocare delle vere e proprie necrosi delle mucose del naso e della lingua. Particolarmente esposti i cani – naturalmente portati a fiutare – ma anche altri animali domestici che possono trovare le larve nei giardini o anche sui terrazzi di casa se nelle vicinanze ci sono piante infestate.
“La lotta alla processionaria è obbligatoria per legge – spiega ancora Corzetto – ma ancora molto poco praticata. Molti non sanno neppure di essere responsabili dei danni provocati dalle larve presenti sui loro alberi e le stesse istituzioni raramente fanno interventi in parchi e giardini dove bambini e animali sono presenti in gran numero”.

Un problema che diventa molto avvertito in primavera, quando ormai “il danno è fatto”.
“Quando spuntano i nidi o quando le larve scendono a terra – spiega ancora Corzetto – arrivano le chiamate ma a quel punto si può solo salire sugli alberi per rimuovere i nidi. Una pratica costosa e pericolosa per gli stessi giardinieri. Tutto si potrebbe risolvere con una iniezione a ottobre”.

L’endoterapia – la stessa che cura con ottimi risultati le palme infestate dal punteruolo rosso – si pratica realizzando un piccolo foro nella corteccia dell’albero e iniettando con una speciale “pistola”, un prodotto antiparassitario diluito.
“Il sistema linfatico della pianta trasporta il prodotto sulla chioma dell’albero – spiega il tecnico del verde – e le piccole larve, mangiando il verde, assumono la dose mortale. In questa fase, a ottobre, sono talmente piccole che il quantitativo di prodotto è limitato. Più avanti nel tempo le larve non morirebbero più”.

Combattere le processionarie, quindi, potrebbe essere molto facile e poco dispendioso ma, curiosamente, per scarsa conoscenza delle tecniche adatte o per incuria, le piante presenti in città sono ancora esposte al problema e con loro bambini e animali.
“Delle processionarie si parla solo quando ci sono cani che vengono mutilati al naso o alla lingua per le punture degli insetti – spiega ancora Corzetto – o, peggio, se qualche bambino finisce in ospedale per aver toccato le larve. Eppure sarebbe così semplice allontanarle”.

Vuoi avere maggiori informazioni?
Lasciaci un messaggio!

CONTATTACI